Back to School
Manca poco più di un mese. Trentacinque giorni, per essere precisi, ma chi sta contando (noi, ovviamente, con la stessa ansia di quando da bambini si aspettava il primo giorno di scuola, solo che stavolta la cartella pesa un po’ di più e i compagni di banco sono alti due metri).
Il campionato di Serie B Interregionale bussa alla porta del PalaPratizzoli e, dopo un’estate a rimescolare il roster e a costruire attorno a coach Ghirelli una squadra con linfa verde miscelata a tanta esperienza esperienza, è ora di iniziare a studiare.
Perché sì, la B Interregionale va studiata, un po’ come si studia la storia: per capire dove sei finito e perché. Non è la vecchia B Nazionale, ma non è nemmeno una passeggiata di salute: 15 squadre nel nostro Girone D, andata e ritorno, 28 partite, playoff di Conference per le prime otto.
E allora, come ogni buon trattato che si rispetti, anche il nostro girone andrà maneggiato con la pazienza di un diplomatico più che con la foga dell’esordiente. Del resto la storia ce lo insegna: chi scende di rango, che sia un impero o una squadra di basket, prima o poi ci riprova a salire, e lo fa quasi sempre con più fame di chi in quel rango c’è sempre stato. Vale per le nazioni che si rialzano dopo una crisi, vale (con le dovute proporzioni, per carità) anche per chi torna da una retrocessione.
Ci piace pensarla un po’ come certe transizioni politiche che si studiano sui libri: non cambia il sistema dall’oggi al domani, ma pezzo dopo pezzo, riforma dopo riforma, si ricostruisce qualcosa che assomigli a un’identità solida. La differenza è che a noi, per fortuna, bastano allenamenti, amichevoli e tanto lavoro in palestr, non elezioni né rivoluzioni: la nostra riforma si chiama coach Ghirelli, si chiamano i quindici gialloblù chiamati a raccolta, si chiama la voglia di ripartire subito con il piede giusto senza dimenticare la lezione dell’anno scorso.
Noi, nel frattempo, continuiamo a fare i compiti a casa: allenamenti, amichevoli, la ricerca di un’identità che, come sappiamo bene, non si trova a tavolino ma partita dopo partita.
Trentacinque giorni sembrano pochi, ma sono anche l’ultima, preziosa occasione per farci trovare pronti quando la campanella suonerà sul serio.
Studiare il campionato, studiare la propria storia recente: i compiti delle vacanze, quest’anno, li abbiamo fatti tutti. Ora non resta che consegnare il tema.