Eye or an eye

Eye for an Eye

 

Sangue, fatica, lacrime e sudore. Questa era la ricetta di Winston Churchill per affrontare con successo gli eventi più duri.

E, in un evento duro come il match con Sangiorgese, Milo di questi 4 ingredienti ha fatto incetta.
Sudore, lacrime e sangue sono stati gentilmente offerti da un colpo fortuito all’occhio nel primo quarto; la fatica, invece, è quella fatta per 3 quarti, racimolando solo 2 punti.

Ma nell’ultimo quarto, quello non adatto ai deboli di cuore e di spirito, il mix sembra essersi amalgamato e dà il suo effetto: il nostro 0 produce 13 punti pesantissimi, 7 di proprio pugno e gli altri 6 con le assistenze. E vittoria Fulgor.

Nella serata (per ora) più importante dell’anno, nella partita in cui Valdo è mattatore e i senior fanno la cosa giusta al momento giusto, la faccia che vorremmo sempre avere è quella di Milo: con un occhio gonfio come la bolla speculativa del 2008 e un sorriso a 32 denti.

Perché è la faccia di chi le ha prese, ma alla fine ha avuto ragione.
Di chi ha imparato l’arte alchemica di trasformare sangue, fatica, lacrime e sudore in successo.