Get Lost, Find Yourself
Dante che si infila in un bosco, Ulisse che doveva tornare a casa in poche settimane e ci mette 10 anni, Frodo perso a Mordor.
Se ogni viaggio fosse andato dritto e lineare, avremmo molte meno storie epiche e molte meno lezioni da imparare.
In letteratura, questo sbandamento si chiama “Prova centrale”, è una delle 12 fasi dello schema chiamato “Il viaggio dell’eroe” (una struttura che ricorre in quasi tutte le grandi storie): l’eroe fallisce, sbaglia, si perde, a volte muore. E da lì, rinasce.
Per i nostri eroi in gialloblù, le prove centrali son state tante, ma 2 spiccano su tutte: il derby casalingo con Fiorenzuola e il match, sempre tra le mura amiche, con Piazza Armerina. Entrambe partite da vincere, entrambe sconfitte pesanti.
Se la prima era pesante per il momento del campionato e il valore “morale” dell’incontro, la seconda lo è stata perché era l’occasione di un gruppo rinnovato per alzare la testa di fronte ai tifosi. E li la “vecchia” Fulgor è morta. Per rinascere.
Nel momento più buio, abbiamo fatto i conti con noi stessi, ammesso errori, rotte sbagliate, posizioni da rivedere.
Qualcuno dirà che la rinascita è arrivata proprio nel derby, con un roborante +28. Ma in realtà è arrivata una settimana dopo, con la prima vittoria in casa dell’anno, in uno scontro diretto importantissimo. Dopo un primo tempo dubbioso, con il solito black-out (cestistico, ma anche elettrico), i ragazzi hanno veramente mostrato di essere nuovi; anzi, hanno mostrato di sapere fare quello di cui son sempre stati capaci, quello per cui sono li. Chi sono veramente. Il risultato: +33 e la fine di un digiuno lungo 140 giorni.
L’eroe è tornato a casa. Almeno per ora. Perché gli ultimi due risultati dicono che siamo una squadra che non dovrebbe essere terzultima. Ma per scoprire chi siamo davvero, dobbiamo aspettare il prossimo capitolo della storia.