Not Afraid Anymore

Una sessantina di anni fa (62, per la precisione), lo psichiatra Ferruccio Antonelli se ne esce con questa definizione bislacca, quasi ossimorica: Nikefobia.

Paura di vincere. Come fai ad aver paura di vincere?

62 anni dopo la nascita di questa definizione, la Fulgor Fidenza mette in scena, a neanche un mese di distanza l’uno dall’altro, due casi da manuale di nikefobia: le gare casalinghe contro Fiorenzuola e Lumezzane.

Tre quarti di bella pallacanestro e di controllo della partita. E poi? Poi si entra nel quarto quarto: i cori delle persone si fanno più sicuri, il miraggio della prima vittoria in casa si delinea… ma le mani diventano anche più fallaci, la difesa meno attenta, le scelte meno lucide. Così, per un gruppo giovane che vive un’annata difficile, la paura di perdere diventa addirittura paura di vincere. Dalla doppia cifra di vantaggio si passa a guardare gli altri che portano a casa quei 2 punti preziosi come l’aria.

Capirete quindi che, chi sto scrivendo, quando ha visto lo scarto ridursi a un +5 nella partita con Piacenza, ha avuto un déjà-vu di quelli importanti. E, invece, ecco il coraggio di vincere.

Dopo 80 giorni di digiuno (1920 ore se siete attaccati alla squadra, 115200 minuti se siete dei tifosi sfegatati), c’è una Fulgor che torna a sorridere. Ora bisognerà vedere se, davanti ai tifosi del PalaPratizzoli, pieni di sostegno per la squadra, ma anche di aspettative, i ragazzi continueranno a non aver paura.