When I Became a Man
Quand’è che si diventa effettivamente grandi?
Quando si prende la patente? Quando si prende la maturità? Quando ci si prende le proprie responsabilità?
In un fumetto, un tizio grosso, che assomiglia a Lemmy dei Motörhead, fuma il sigaro e guida un’Harley-Davidson capace di viaggiare nello spazio, dice che “sei un adulto quando decidi di esserlo”.
Guardando le ultime due stagioni Gabriele Ghidini, mi sento di dare ragione al tizio grosso con sigaro e Harley spaziale.
“Ghido” è arrivato qui a 18 anni, già grandicello, e gli è stato chiesto di diventare grande alla svelta. Prima in un Under 19 dalle alte aspettative, dove, di fianco a bocche da fuoco come Ranieri, Pezzani e Valdo (rispettivamente 10.3, 11 e 19.6 punti a partita), ha saputo trovare il suo spazio con 9 punti a partita e tanta personalità in regia; poi, in una Serie B in cui ha dovuto impara fin da subito a tenere il ritmo.
A un anno di distanza, senza Valdo e senza Ranieri, in una Serie B tutta nuova e con meno punti di riferimento (almeno fino a qualche settimana fa), Gabri ha dovuto decidere di diventare grande. E lo ha fatto.
13.3 punti di media in Under 19 (secondo miglior realizzatore dietro a Pezzani) che ha passato il girone da seconda e che in questa fase ha dato filo da torcere all’imbattuta Reggiana e si è presa lo scalpo di Bassano.
In Serie B, invece, per forza di cose ha visto il proprio minutaggio raddoppiato; ma a duplicarsi sono stati anche i punti per partita (4 volte in doppia cifra) e, cosa più importante per un playmaker, gli assist (quasi 3 a partita).
Insomma, oggi guardiamo Gabriele e, nonostante la barba appena visibile e i tratti ancora morbidi, possiamo dire: come ti sei fatto grande!
Ed è quello che speriamo di dire con tutti i nostri giovani.